a cura di Amos Cardia

Ivan il Terribile, ultramaratoneta della società Villacidro Triathlon, è originario di Assolo, lo stesso paese dell’Alta Marmilla che in molti e molte conoscete perché tanto ha contribuito negli anni allo sviluppo di MyLand. Lo scorso anno ha percorso i 120 km MyLand ULTRA TRAIL in poco più di 18 ore di corsa e camminata, mentre in questa edizione 2019 Ivan si misurerà, sempre a piedi, col percorso da 250 km delle mountain bike.

Ciao Ivan, cosa ti spinse a iscriverti a MyLand ULTRA TRAIL l’anno scorso?
Ho sempre seguito con attenzione e curiosità tutte le edizioni di MyLand MTB NON STOP finché alla fine del 2017, nel corso di una chiacchierata con Gianni [Mureddu, ndr], lui mi informa che all’edizione 2018 si potrà partecipare anche a piedi, sul percorso da 120 km, con le stesse regole della mtb. L’idea mi piace subito e dunque inizio a organizzarmi con le ferie, i materiali e il gps. Mano a mano che procedo con l’organizzazione le paure iniziali svaniscono e l’entusiasmo sale alle stelle. Pensavo ai paesaggi mozzafiato che avrei ammirato lungo il viaggio, al Monte Arci, alla Grande Giara, al mio paese Assolo. A quel punto mi sono iscritto.

Come ti è venuta l’idea per quest’anno della 250 km?
Lo scorso settembre ho partecipato al Tor de Géants, il giro della Valle d’Aosta, una gara in montagna a piedi di 340 km con 30.000 – sì, trentamila – metri di dislivello. Mentre ammiravo le bellezze di quel territorio ho pensato: sarebbe bellissima una corsa che facesse il giro intero della Sardegna! Così, nell’attesa di realizzare questo progetto, ho pensato di fare a piedi almeno la 250 km di MyLand 2019. La fonte di ispirazione per me è stata la montagna stessa.

Quando hai iniziato a praticare il trail running e perchè?
Ho partecipato alla mia prima gara in montagna nel 2013, con la Cortina Trail, lunga 50 km. Prima mi dedicavo tanto alla mountain bike e al triathlon, che pratico tuttora. Sono molto curioso, mi piace arrivare in vetta per vedere cosa c’è di meraviglioso oltre.

Come ti organizzi per gli allenamenti?
Dedico tutto il tempo libero agli allenamenti, non essendo un professionista cerco come tutti e tutte di conciliare il lavoro e la famiglia. Corro quattro o cinque volte alla settimana per circa un’ora e mezza o due ore, ogni dieci giorni faccio un lungo di otto o dieci ore e durante la settimana inserisco due allenamenti di nuoto e bici.

Segui una alimentazione particolare?
Come nell’allenamento non seguo tabelle, mi porterebbe stress, non seguo neanche una dieta particolare. Cerco semplicemente di mangiare sano e bene. Prima degli allenamenti mangio la pasta, verdure cotte, frutta secca. Dopo gli allenamenti tanta frutta e verdura e alcune volte il pesce. Ogni qualvolta la desideri mi concedo la birra.

Cosa ti trasmette la corsa in montagna e quale è la corsa in Sardegna che ti ha appassionato di più?
La montagna mi trasmette tanta tranquillità e serenità, quando ci sono in mezzo non penso ai mille impegni e problemi che dobbiamo affrontare tutti i giorni. La corsa sarda che mi ha appassionato di più è sicuramente MyLand ULTRA TRAIL del 2018, per il percorso affascinante non segnato, i pochi ristori, i paesaggi familiari e gli altri paesaggi sconosciuti, per l’accoglienza stupenda e l’organizzazione perfetta, il tutto in totale autosufficienza da parte mia.

E fuori dalla Sardegna?
Il Tor des Géants è stata una gara fantastica, montagne che incutono paura soltanto a guardarle, gente che ti incita sempre e volontari gentilissimi pronti in qualsiasi momento. Ma la gara che mi ha segnato più profondamente è stata la Südtirol Ultra Skyrace, 120 km con partenza da Bolzano, è l’unica gara che non ho portato a termine, mi sono ritirato al km 90. Ho imparato tanto da quell’esperienza: per affrontare le gare in montagna bisogna essere preparati mentalmente e fisicamente ed è necessaria un’attrezzatura adeguata. Mai sfidare la montagna!