Prima di affrontare la MyLand MTB NON STOP numerose perplessità si dibattevano nella mia mente. La lunga distanza richiedeva una preparazione adeguata e, se pratichi una disciplina come la mtb in modo amatoriale, devi ritagliarti degli spazi di allenamento tra il lavoro e le pause e non è per niente facile. Alla fine, una sana spensieratezza ha avuto il sopravvento sui dubbi e sul pensiero di un ritiro anzitempo (l’intenzione restava sulla 120 km, più alla mia portata), così da farmi decidere per l’iscrizione. Il mio compagno di viaggio, Fabio (Novelli), veniva da un periodo di allenamento ferreo, sia su strada che su sterrato, e la cosa aggiungeva preoccupazione ulteriore.

Sta di fatto che la mattina del 22 aprile arriviamo a Villa Verde, sede del quartier generale della MyLand, dove ci apprestiamo a ritirare il trail pack e le mappe. L’altro Fabio ha avuto modo di studiare attentamente il tracciato: i 120 km si dipanano su un dislivello di 2500 metri, con il primo check point a 48 km e il secondo a 84 km.
La partenza avviene assieme a tutti gli iscritti ovviamente, con bikers provenienti da tutta la Sardegna e persino un austriaco, con cui scambio due chiacchiere in inglese. Breve tratto d’asfalto e salita immediata su sterrato, a farci capire da subito cosa ci attende. Pedaliamo in gruppo, compatti e senza particolare frenesia, alimentandoci continuamente per non restare a corto di zuccheri e reintegrando i sali.

Dopo aver attraversato il paesino di Mogorella, proseguiamo attraverso gli sterrati e le coltivazioni di vite e i pascoli, tra bellissimi single trail dentro boschi di lecci e salite da incubo vicine al 30% di pendenza. L’arrivo al check point di Assolo avviene senza particolari traumi, ci fermiamo a mangiare una fetta di torta e segnare il tempo: sono le 18.02, siamo partiti alle 14.00, quindi 5 ore per 48 km. Abbiamo proceduto blandamente, si potrebbe dire.
Ripartiamo alle 18.16 e saliamo ancora di quota tra pianori coltivati, ci stiamo dirigendo verso la Giara. Dopo Nureci troviamo Genoni, poi da Nuragus aumentiamo in modo considerevole l’andatura recuperando oltre mezzora dalle previsioni verso Barumini, dove arriviamo che è notte e abbiamo le luci sul manubrio accese ormai da un pezzo. Siamo a 70 km circa e abbiamo attraversato un fianco del mitico Monte Arci e numerose deviazioni talvolta incomprensibili da leggere sui nostri gps, gli unici riferimenti a nostra disposizione per trovare la giusta direzione.


Da Barumini a Las Plassas, con l’attraversamento del meraviglioso centro storico di Turri, tra pietre vulcaniche sul selciato e case in stile campidanese perfettamente conservate. Stiamo per arrivare al secondo e fondamentale check point, quello di Baradili, al buio, con la stanchezza che si fa sentire e con la temperatura scesa notevolmente. Sono le 21.30. Si può fare una doccia – ed è un ottima notizia – ma prima di tutto mangiamo qualcosa e soprattutto beviamo molta acqua e thè caldo. Avevamo deciso da prima di fermarci a dormire a Baradili, in modo da ripartire al mattino presto per affrontare i restanti 40 km circa che ci riporteranno a Villa Verde. La scelta si rivela azzeccata, e riusciamo persino a dormire un poco in un bel soppalco in legno abbondantemente riscaldato. Al check point sono tutti e tutte molto gentili e si prodigano per farci stare al meglio.

Il mattino dopo alle 6.31 ripartiamo da Baradili per attraversare la Giara, ci sono 2 gradi. Saliamo di quota su uno sterrato, la pianura in basso si riempie di colori, con il sole che riflette i campi regolari di grano tra il verde e l’azzurro del cielo. Ci fermiamo diverse volte nelle salite per guardarci intorno ed ammirare quell’orizzonte sconfinato.
Alle 10.25 del mattino stiamo firmando l’arrivo a Villa Verde, dopo 20 ore e 25 minuti, acquisendo l’attestato di finisher ebbri di una meravigliosa esperienza sportiva, ambientale e umana.
Grazie a tutta l’organizzazione del MyLand MTB NON STOP, ateros annos menzus.