Quest’anno la mia terza MyLand si è rivelata forse la più ricca di emozioni, preoccupazioni e difficoltà. Il mio team si componeva di tre persone: il mio amico Fasol Bike, Edmondo – Mondo – Argiolas, e la mia compagna di vita, Carla Scrugli. Mondo era la prima volta che affrontava una distanza così lunga. Carla invece aveva già fatto dei trail ma mai una MyLand. Alla partenza eravamo super carichi e in particolare Carla, sembrava una bambina alla quale sta per essere consegnato il regalo di Natale più bello. Partiamo alle 14 per dirigerci verso il primo CP, Roja Menta, iniziamo a salire e già si capisce che non sarà una passeggiata ma i miei due compagni sono degli ossi duri e arriviamo al CP in tutta tranquillità, concedendoci anche qualche scatto fotografico per i posteri.

Ripartiamo quasi subito, dopo aver fatto oliare la trasmissione della bici di Carla che era praticamente secca. Dopo mezz’ora iniziamo a sentire dei tuoni e inizia un temporale che trasforma i sentieri della traccia già difficili in corsi d’acqua e fango. Mondo si protegge sotto il telo termico ma io e Carla, indossati gli scacciacqua, proseguiamo sotto il diluvio. L’acqua ci accompagna per più di due ore e alla fine Mondo, che ha un gran passo, ci raggiunge per ricompattare il team. Inizia a imbrunire e una volta usciti da Monte Arci siamo completamente ricoperti di fango, passiamo a Mogorella e cerchiamo una qualsiasi fonte d’acqua che ci permetta di ripulire le bici dal fango che inizia a impedire il corretto funzionamento del cambio. Mondo inizia ad avere seri problemi: la catena non ne vuole proprio sapere di rimanere incastrata sulla corona, per fortuna a Villa S.Antonio troviamo un angelo che ci permette di sfruttare la pompa del suo cortile e riusciamo così a ripulire le bici. Siccome non ci facciamo mancare nulla, improvvisamente la batteria del faro di Carla decide di smettere di funzionare ma questo non la scoraggia, prosegue al buio finendo due volte in mezzo al fango, come una guerriera greca si rialza e prosegue senza mai lamentarsi. Sono le due di notte e dopo un’ora arriviamo al km 97, ad Asuni, dove finalmente possiamo lavarci e trovare un minimo di riparo.

Ripartiamo da Asuni verso le 8.30 di domenica e dopo una sana colazione al bar, iniziamo l’ascesa verso il CP di Nolza, dove Carletta non vedendo il CP va dritta mentre io e Mondo stavamo già iniziando a sbranare qualsiasi cosa. Fortunatamente riusciamo a sentirci telefonicamente e, non molto contenta, Carla ci raggiunge al CP. La giornata è bellissima e rifocillati ripartiamo arrivando a Laconi all’ora di pranzo. Piccola sosta al bar e proseguiamo verso Nuragus e Genoni e raggiungiamo il CP di Assolo al km 160. Piccola sosta e si riparte verso la Grande Giara di Gesturi, peccato che la traccia ci indichi di salire in un punto dove nemmeno Lara Croft di Tomb Rider sarebbe riuscita a passare. Che dire… Amos Cardia e Giorgio Spiga, vi amiamo ugualmente. Una volta arrivati in cima le fatiche sono ripagate dal magnifico spettacolo che la Giara ci regala. Semplicemente meraviglioso. Dobbiamo proseguire verso Setzu e Tuili e inizia nuovamente a piovigginare. Siamo affamati e stanchi, non abbiamo ancora chiaro se provare a chiuderla in nottata oppure fermarci al prossimo CP e riprendere il lunedì mattina. Carla inizia ad avere le visioni dalla fame e diminuisce il ritmo, io idem ma Edmondo è un treno e ci tira tra una battuta e l’altra verso il CP di Sa Corona Arrubia. Come per miracolo al CP ci preparano un piattone di malloreddus buonissimi che ci rigenera. Chiedo a Carla: ci fermiamo a dormire qui? E lei: nemmeno per sogno, la chiudiamo stanotte! Nemmeno Rambo quando si incazza…

Si riparte per affrontare la salita alla Giara di Siddi, che poi ci farà ridiscendere verso Gonnoscodina, Baressa e finalmente a Baradili. E’ finita, 34 ore e 20 minuti. Edmondo Argiolas si è rivelato un grandissimo compagno di viaggio, sempre con il sorriso e mai negativo. Gran pedalatore, spero tanto di rifare la stessa esperienza insieme l’anno prossimo. La vera sorpresa è stata Carla Scrugli. Sapevo di avere al mio fianco una donna forte, ma in questi 220 km ha dimostrato di avere una forza d’animo e di volontà che va oltre la preparazione fisica, oltre l’esperienza tecnica, oltre tutto. Brava Carla sono fiero di Te. Ora anche tu sei una MyLander a tutti gli effetti.

Ringrazio l’organizzazione e tutte le persone che ci hanno accolto nei CP con il sorriso. Grazie ai pastori che sono sempre stati gentili e grazie agli abitanti di tutti i paesetti attraversati. Alla prossima MyLand!

Da sinistra Mondo, Fabrizio e Carla