a cura di Rita Serra

Ciao Sara e Guido, da dove arrivate e cosa vi ha convinto a partecipare alla MyLand?
Sara. Arrivo da Marina di Carrara, in Toscana. Volevo partecipare già l’anno scorso ma per vari motivi non ho potuto, poi l’entusiasmo con cui mi hanno parlato della MyLand Marco Venezia, Ale i’ Borra [Alessandro Borracchini] e il mitico Enzino [Enzo Fantini], tutti partecipanti dell’anno scorso, mi hanno spinto a iscrivermi nuovamente. Mi aspetto posti magici e selvaggi, mi farà piacere ritrovare cari amici e conoscerne di nuovi
Guido. Arrivo dalla Brianza, in Lombardia. E’ stata Sara a convincermi a partecipare, anche io mi aspetto di trovare bei posti, bella gente e bel tempo!

Da sinistra Guido, Alessandro Borracchini, Sara e Barbara Brandi

E’ la prima volta che partecipate ad eventi di questo genere in Sardegna?
Guido. In Sardegna sì, per questo sono molto curioso. Per il resto ho partecipato al South Tyrol Trail, Raspazolle, Volterra Trail, Costa degli Etruschi e altri. Quello che ricordo con più piacere è l’Appennino Ultra Trail perché, oltre al gusto dell’avventura e della fatica sportiva, si è aggiunta la conoscenza di belle persone che sono tuttora buoni amici.
Sara. Pur avendo frequentato quest’Isola parecchio, tanto da averne avuto la residenza per cinque anni, è la prima volta che pedalo in Sardegna, del resto è poco tempo che vado in bici. Tutto ha avuto inizio con il Tuscany Trail nel 2015, poi Raspazolle, Impronte Maremmane, Volterra Trail, Costa degli Etruschi, Appennino Ultra Trail, Veneto Trail, il Trinacria, dove ho conosciuto il vostro Roberto Fanni, il 20K e per ultimo il Naturaid Marocco.

A sinistra Sara, Salvatore Rigano e a destra Marco Venezia, partecipante al Sardinia Divide 2016 e alla 400 km di MyLand 2017. Dietro la bici di Roberto Fanni con la bandiera sarda

Sara, nel 2017 hai partecipato alla 999 Miglia su strada, una randonnèe che parte da Roma e attraversa diverse località del sud Italia. Quali le differenze con le endurance in mtb?
Il mondo della strada è molto diverso e volevo scoprirlo. Su strada occorre essere votati alla sofferenza, alla fatica. Ci sono meno distrazioni, la posizione in bici è sempre uguale, lo sguardo basso. Bisogna avere forti risorse interiori altrimenti impazzisci. Ho conosciuto persone di grandissima esperienza e con una forza mentale paurosa. Questa esperienza mi ha arricchita ma non la ho amata tantissimo. Forse sono ancora troppo acerba per queste randonnèe, però le persone che ho incontrato mi hanno insegnato tanto.

Guido su strada in un valico alpino

Guido, anche tu qualche esperienza su strada ce l’hai…
Ho partecipato alla randonnèe di Ovada. Mi ha sorpreso la grandissima organizzazione, la passione e la dedizione degli organizzatori, la voglia di divertirsi in tutti quelli con cui ho pedalato. Rispetto alle granfondo c’è molta meno competitività e più divertimento.

Cosa rappresenta per voi la bici?
Guido. Fino a qualche mese fa era una valvola di sfogo. Oggi è anche un mezzo per mantenersi in forma, per stare in compagnia, per vedere posti nuovi, per conoscere persone e per condividere tutto questo con Sara.
Sara. Prima di conoscere Guido per me i trail erano una sfida con me stessa e la bici mi metteva in equilibrio con il mondo e la vita. Rappresentava una evasione e un modo per ricalibrare le difficoltà della vita, era la mia medicina e la mia carica vitale. Ora con Guido la vivo in modo più sereno, meno ossessivo. Vado in bici solo se ne ho voglia, il mio equilibrio e la mia energia non dipendono più dalla bicicletta.

Come sarete equipaggiati per la MyLand e che tipo di bici avrete?
Guido. Userò una Salsa Fargo e l’equipaggiamento sarà come al solito, il minimo indispensabile, che comunque rivedrò in base alle previsioni meteo e alle temperature.
Sara. Bici BMC front. Spero faccia caldo per portare poco o nulla: un cambio, maglietta intima, sacco a pelo e ciò che porto sempre con me, forse in più una scacciacani, ditemi voi se sia il caso.

Portala, così sei più tranquilla. Intanto come vi allenate? Curate in modo particolare anche l’alimentazione?
Guido. Prima riuscivo ad uscire tre, quattro volte a settimana, ora due volte concentrate nel fine settimana. Mangio un po’ di tutto senza esagerare.
Sara. Prima del Naturaid Marocco mi allenavo tre o quattro volte a settimana. Ora pochissimo e quando riesco posso permettermi giri cortissimi. Speriamo bene. Non ho mai curato l’ alimentazione se non per il Marocco. Cerco di mangiare spesso mentre pedalo e soprattutto di bere tanto perché soffro di ritenzione idrica che, con sforzi prolungati, mi fa gonfiare a dismisura. Di solito mi capita dal terzo giorno in poi, quindi al MyLand non dovreste vedermi in versione mongolfiera.

Guido all’arrivo del 20K

Come affronterete la 220 km?
Guido. Valuteremo insieme al momento, può darsi che pedaleremo solo di giorno per godere appieno dei posti.

Il vostro consiglio per chi è attratto dall’ avventura dei trail ma è ancora indeciso?
Guido. Con un minimo di preparazione e un minimo di capacità di adattamento, sono esperienze fattibili dalla maggioranza delle persone che amano la natura, la fatica, lo sport. Sono esperienze che rimangono nel cuore. Il fatto di poter scegliere i percorsi in base alle proprie esigenze è un vantaggio che permette di poter vivere l’avventura ritagliandosela su misura. Noi abbiamo scelto i 220 km proprio per avere del tempo da dedicare al vostro splendido mare.

Sara, nel 2016 hai organizzato il Pink Trail…
E’ nato come alternativa al mondo un po’ maschile della bici in generale e dei trail. Volevo che si creasse uno spirito di solidarietà, di goliardia e di avventura in un gruppo di sole donne. Purtroppo siamo ancora pochine nel mondo dei trail e quindi l’adesione è stata esigua. Ma non è detto che prossimamente non lo riproponga.

Programmi futuri?
Guido. Il calendario dei trail, delle rando e delle gravel ormai è fittissimo. Con Sara ne abbiamo programmati alcuni: Volterra, Lunigiana, Costa degli Etruschi, Amatrice, Alp 4000… Vedremo strada facendo se riusciremo a farli tutti e se sarà possibile aggiungerne altri.
Sara. A quelli elencati da Guido aggiungo il Naturaid Marocco con il quale ho un conto in sospeso.

Partenza del 20K. Sara al centro. A sinistra Ausilia Vistarini, partecipante alla 400 km di MyLand 2016. A destra Samantha Vassena