La mia MyLand 2018 è iniziata il 25 aprile 2017, perché il giorno della consegna degli attestati del 2017 sapevo già che mi sarei iscritto all’edizione 2018. Inizia tutto con un racconto che condividi con amici e clienti bikers e non, un anno di attesa senza ancora sapere se percorrere 120, 220 o 440 km. Un compagno di viaggio sicuro era Gianluca Melis, a prescindere dalla distanza da percorrere, anche la mia compagna Giulia Podda decide di iscriversi ed ecco che inizia l’upgrade della bici e l’upgrade dell’atleta, mesi di preparazione più mentale che fisica, per il maltempo e gli impegni lavorativi sia io che lei non ci siamo allenati praticamente nulla. Nel frattempo racimolo partecipanti per questa avventura ed ecco che si aggiunge Daniele Giglio (il giovane) con la sua F1X, poi riusciamo a prendere nel gruppo Roberto Costella e Sophie Grillon. Siamo già in sette e alla MyLand mancano meno di due mesi, l’ultimo mese arriva la conferma di Cristian Murru, il nostro sponsor macellaio. Peter Peddis l’ho costretto a iscriversi e quindi non ha avuto alternative, poche settimane prima della partenza Marcello Mura mi diceva che sarebbe stato dei nostri, ma non si era ancora iscritto. Siamo riusciti a fare l’iscrizione all’ultimo secondo e così abbiamo completato il gruppo: nove graticolanti pronti a tutto, soprattutto a divertirsi e a pedalare in amicizia.

Il giorno della partenza ultimi preparativi per i bagagli qui in negozio con tutta la ciurma, tranne Giulia che lavorava fino alle 12.30. La metà della squadra va a consegnare i borsoni ai check point e a ritirare i trail pack. Alle 13.15 parto da casa con la mia dolce metà e arriviamo a Baradili alle 13:40, con largo anticipo sui miei standard. Si parte!

Primi 30 chilometri percorsi alla grande con prima sosta a casa della nonna di Dany che ci ha fornito una birra rigenerante prima dei 7 chilometri di salita che ci attendevano. In discesa assisto ad alcuni tentativi di suicidio, che mi costringono a mettere subito in riga gli aspiranti suicidi per il resto della MyLand. Al primo CP facciamo un break e siamo ripartiti carichissimi, non sapevamo che ci stava raggiungendo un temporale di grandine e noi pedalavamo sereni incuranti del pericolo. Di colpo inizia a piovere e nel panico generale io Giulia, Daniele e Gianluca restiamo indietro, pochi minuti di pioggia e grandine, bastano per inzuppare ogni centimetro di abbigliamento che avevamo addosso.
Dopo un’ora circa di sosta sotto una tettoia con altri partecipanti ci avvolgiamo con il telo termico per far fronte al freddo notturno in arrivo e andiamo incontro ai prossimi 35 km che ci separano dalla pancetta e dalla birra. Arriva la notte e montiamo le luci, caduta di Peter a faccia in terra, gente persa, panico, catene impastate dal fango, luci scariche, fango, salite da fare a piedi, fango, panico, ansia, incoraggiamenti vari e poi siamo all’ingresso di Assolo.

Signori, vedere l’ingresso di Assolo è stato più speciale di qualsiasi visione celestiale soprannaturale. Emanuele Perra ci attendeva con il fuoco acceso e le birre in fresco! Spettacolo alle 2.30 del mattino. Ci puliamo, ci mettiamo il cambio asciutto e buttiamo pancetta e salsiccia sulla graticola. Dopo aver mangiato e bevuto abbiamo fatto qualche ora di sonno con la promessa di partire alle 6.30 e alla sveglia siamo tutti stracarichi, ci sono il sole e gli ultimi 43 chilometri da percorrere. Abbiamo ancora 7 ore, si parte e si arriva sulla Grande Giara, sembriamo in paradiso, sappiamo che il grosso è fatto e ci attendono per la maggior parte pianura e discesa. Soste per mangiare, soste per fare foto, soste per fare soste, tanto avevamo un sacco di tempo. Incontriamo dei fotografi e cameraman che ci fanno il video e il servizio fotografico, arriviamo al terzo CP, Sa Corona Arrubia, mancano poco più di 10 km con una sola salita, sappiamo di essere in tempo e partiamo più sereni che mai, sempre più leggeri e felici arriviamo all’ingresso di Baradili e al quartier generale, dove ci attendono Rita Serra e Francesca Loi a braccia aperte!

Grida, abbracci, baci e complimenti, complimenti e gioia! Qualcuno ci credeva, qualcuno meno, qualcuno niente. Io ci ho sempre creduto e sapevo che saremo arrivati tutti. Un ringraziamento a tutti, il più grande alla mia compagna che mi asseconda e mi segue in queste fantastiche pazzie. Prima o poi ti sposo!
Per qualcuno MyLand è finita il 29 aprile, per qualcuno il 30, per qualcuno il 1 maggio… La mia non finirà mai, la MyLand è nel cuore e me la porto ogni giorno e ogni anno, ancora oggi ricordo percorsi ed emozioni della prima MyLand nel 2015.
Ora, ragazzi, direi che possiamo pensare a MyLand 2019, il team Graticola ci sarà e porterà la graticola per 220 km, buona MyLand e buone emozioni a tutti. A steccaaa!