MyLand…  Maturavo già da qualche tempo nella mia mente, leggendo i racconti degli anni precedenti di amici, loro abituati a questo genere di trail, provavo un po’ d’invidia capendo di non poter affrontare lunghe distanze e dislivelli così importanti causa il mio poco allenamento. A febbraio 2017, dopo due anni che pratico la mtb, è arrivato il momento di mettermi alla prova, ho molti dubbi e tanta voglia di scoprire dove sono i miei limiti psicofisici. Inizio a coinvolgere qualcuno dei miei amici, il primo è Gianluigi – ho iniziato con lui a pedalare – che prontamente condivide la mia idea, chiedo a Carlo e Andrea se hanno il piacere di unirsi a noi in seguito si aggiungono Pino e Claudio.

Abbiamo fatto un gruppo di sei persone, chissà se arriveremo tutti a completare i chilometri prefissati, siamo a due mesi circa dall’evento, entusiasti e carichi ci iscriviamo per i 120 km, iniziamo a programmare delle uscite per allenarci su lunghe distanze e resistenza, alla quale non siamo abituati. Gli allenamenti sono duri, speriamo non sia così altrimenti c’è da tagliare la bici con uno smeriglio e giuro questa volta lo faccio!
In base ai dati che abbiamo acquisito dai test fatti cerchiamo di capire dove faremo le soste, il riposo e dove mangiare qualcosa per cena. Il gruppo sembra compatto, ci resta qualche dubbio sui tempi reali di percorrenza ma credo sia normale, non abbiamo mai fatto questo genere di trail.

Sabato 22 aprile 2017. Arriviamo a Villa Verde alle 11.30, ci registriamo al quartier generale e ritiriamo i nostri trail pack, ci prepariamo le bici e gli zaini, siamo pronti e approfittiamo per mangiare un panino. Così al momento della partenza dovrei averlo digerito. Gianluigi si è portato il pranzo e la cena: pazzesco! Nel suo zaino, anziché avere attrezzi in caso di guasto, ha un supermercato e il bancone di una gastronomia, che ridere.
Attendiamo l’orario della partenza, scambiamo qualche parola con altri gruppi e amici, l’emozione è tanta non vediamo  l’ora di partire.

Sono le 14.00, inizia la grande avventura. Dopo un breve tratto in asfalto saliamo su una strada sterrata, sono 10 km per un guadagno di 400 m di dislivello, credo sia il versante sud est di Monte Arci, riusciamo a scollinare e ancora mi porto la pesantezza del pranzo e non solo. Anche lo zainetto pesa tanto, ho messo dentro quasi tutta l’officina per risolvere eventuali guasti.
Al contrario di Gianluigi, che nel caso rompesse il copertone ci metterebbe due tramezzini. Abbiamo l’umore scherzoso e felici. Si pedala nel sottobosco, il sole regala scenari mozzafiato come piacciono a noi, entusiasti e incuranti della fatica in salita proseguiamo verso il primo paese, Mogorella, a circa 35 km dalla partenza. Si continua senza sosta fino al primo check point, Assolo, dove i volontari ci accolgono con gentilezza e cortesia, facciamo una breve pausa per la registrazione del nostro passaggio, approfittiamo del rifornimento d’acqua, consumiamo thè caldo e qualcosa da mangiare. C’è tanta roba e immortaliamo con le foto il nostro passaggio, poi si riparte, saliamo di quota e la traccia ci porta su sentieri tecnici tra pietraie e cunicoli di rovi che con le loro carezze di spine dolorose ci lasciano il loro ricordo, grrrrrr.

Lo scenario è bellissimo, le valli verdi e colorate e il silenzio assoluto danno una sensazione di libertà. L’entusiasmo si legge chiaramente nel volto del gruppo e sorridenti e stupefatti di tanta bellezza arriviamo a Nureci. Paesino molto carino e ben curato con strade lastricate, sembra quasi disabitato, percorriamo la periferia per iniziare una bellissima salita, cementata e molto affascinante da percorrere in macchina! Scherzo. Molto ripida, siamo a 50 km di percorrenza e arriviamo in una piana, qui sembra tutto uguale! Siamo in direzione di Genoni e prestiamo più attenzione alla traccia del gps, quindi si procede lenti per non sbagliare. Il panorama è uno spettacolo unico con fiori di asfodelo e margherite, un contorno fantastico, quest’anno la primavera ci ha regalato immagini bellissime della nostra amata Sardegna, che non è solo mare e bellissime spiagge!

Si continua fino al paesino menzionato, lo percorriamo al suo interno, sembrano luoghi disabitati, non incontriamo nessuno da qui scendiamo percorrendo una sterrata, una vecchia ferrovia alternata da gallerie, sono le ore 20 in punto e il freddo inizia a farsi sentire, la temperatura è scesa a sei gradi. Accendiamo i faretti e proseguiamo per arrivare a Barumini senza alcuna sosta, dove avevamo deciso di fermarci per la notte. Arriviamo che sono 20.35, abbiamo percorso 75 km per 1500 dislivello, la stanchezza si fa sentire ci prendiamo delle camere in un b&b, facciamo una doccia calda, ceniamo con una buona pizza e un bel bicchiere di birra e subito a riposo, giacché domani ci aspetta un altro pezzo.

Ripartiamo la mattina  alle 7.00 e facciamo colazione in un bar del posto, siamo belli freschi e riposati e ci dirigiamo verso il caratteristico Castello di Las Plassas o Castello di Marmilla, un edificio fortificato militare di età giudicale (X-XV secolo). Il suo stato di conservazione è basso ma riveste un’importante rilevanza storica in quanto era una delle roccaforti di controllo del confine del Regno di Arborea. Sorge nel comune di Las Plassas, poco distante dal centro abitato. La collina conica su cui poggia, a forma di mammella, ha dato il nome Marmilla.
Percorriamo una stradina che circonda il castello, ammiriamo campi interminabili di grano, sembra un mare di colore verde, la valle al sorgere del sole suscita un’emozione unica, sembra di far parte di una bellissima cartolina.

Arriviamo al CP di Baradili per confermare il nostro passaggio e poi via verso Tuili, dove ci aspetta la salita per la Giara, l’ultima fatica! Circa 5 km di salita con strappi con pendenza non banale però pedalabile, arrivati in cima ci attendono i cavallini della Giara, sembrano quasi ci aspettassero per la foto di rito! Da qui in poi percorreremo alcuni single tecnici con pietraia, impossibile procedere in sella, si va a piedi! La Giara, un altopiano basaltico sempre bellissimo, con i padroni del posto i cavallini che galoppano indisturbati  per tutta la sua estensione, un vero spettacolo naturale.

Penso che ormai ci siamo. Abbiamo percorso circa 100 km, raggiungiamo qualche gruppo che procede più lentamente, facciamo l’ultima discesa molto pericolosa, dove la stanchezza può compromettere la finale, infatti andiamo piano, siamo  alla fine, arriviamo ad Albagiara e poi a Villaverde. Orario 11.42, un’esperienza bellissima con tante emozioni, come avevo sognato che fosse! Ringrazio gli amici che hanno condiviso con me: Andrea, Claudio, Gianluigi, Pino e Carlo.

Un ringraziamento a Daniele Marras e a Stefano Olla per l’incoraggiamento al momento della nostra partenza, un onore, come aver visto il maestro salutare gli allievi. Faccio i complimenti in particolare Amos Cardia, Francesca e Rita e tutte le persone che hanno collaborato con loro a questo bellissimo evento che ogni anno migliora sempre  più.