Questo entusiasmante viaggio ha lasciato in noi una sensazione unica, condivisa da tutti: il mal d’Africa! È stato come un innamoramento, ci manca la Marmilla, davvero tanto.
Parlavamo spesso di MyLand, inizialmente eravamo circa otto partecipanti, poi per vari motivi ci siamo ridotti a cinque, abbiamo chiesto al capo tribù Amos se fosse possibile procedere sempre in gruppo, così il nostro team Skall Aus s’ha da fare… E qua inizia la nostra avventura.
Da mesi comunicavamo via chat, non siamo mai riusciti ad incontrarci tutti assieme, quindi un team abbastanza particolare. Chi siamo? Boh, lo scopriremo Marmilla facendo. Ci siamo scoperti in viaggio e si dice che i viaggi di gruppo uniscono o separano per sempre. Noi ci siamo sentiti da subito un team, nonostante ci siamo incontrati il 22 aprile a due ore dal viaggio, mai pedalato tutti assieme ma siamo diventati ottimi compagni di viaggio.

Il GPS era nelle mani del nostro Caronte (il traghettatore di anime dannate) e – pensate un po’ – gli è arrivato il giorno prima, quindi… Riusciranno i nostri eroi? Il nostro Caronte non ci lascia giù e partiamo per questa avventura. Alle 14.15 nella salita per Roja Menta il GPS decide di non andare in traccia, quindi ci fermiamo un po’ sotto il sole. Dopo circa quindici minuti si riparte, Miky è un grande e ha fatto sì che tutto funzionasse alla perfezione o quasi.
Ma io non funzionavo, avevo il rifiuto dello zaino. Forse 15 kg li pesava, avevo dentro il mondo e non lo sopportavo, ho pedalato infuriata. Questo peso non lo volevo! Seriosa e silenziosa lottavo con la mia mente: ti prego, accettalo. Dopo circa 20 km mi convinco, so bene che tutto ciò che si accetta diventa più leggero, ma ci sono volute circa quattro ore di pedalata. Mi martellava non poco, poi l’ho accettato, questo zaino serviva.

Ci dirigiamo verso Assolo e nel tragitto il gruppo si è diviso… Persi! In tre sono scesi a Mogorella. Io e il gps stiamo in traccia, dopo qualche mezz’ora ci siamo ritrovati e con tutta calma proseguiamo il nostro viaggio, lenti, con calma, del resto abbiamo tante ore per noi, la frenesia, le ansie e le contraddizioni le avevamo lasciate a casa. Cercavamo la tranquillità e presto la incontriamo. Sul percorso nel bosco incontriamo Henning, il suo gps faceva le bizze e si è unito a noi, con molto piacere è diventato dei nostri, vero Donatella?
Alle ore 20 circa arriviamo ad Assolo ed eccoci a casa, un’accoglienza fantastica, un pasto caldo, tanti dolcetti, doccia calda, camino acceso e un’ora di relax per noi. Francesca carinissima assieme allo staff MyLand… Grazie davvero di cuore!

Alle 21.30 decidiamo di riprendere il nostro viaggio e di ricavalcare le nostre bike, prossimo obiettivo Baradili 40 km al buio: favolosi. Faceva freddissimo e per molti tratti battevo i denti, all’arrivo a Nuragus le luci decidono di non funzionare alla perfezione ma voi compagni di viaggio mi illuminavate! Siete tanto radiosi… Percorsi veramente belli in notturna ma perfettamente sconosciuti e con un gps che ogni tanto decideva di portarci fuori traccia, ma subito ci si accorgeva, per fortuna! La nostra guida era eccezionale, non oso immaginare il suo stress psicofisico. Anzi, un pochino lo immagino perché ho avuto a che fare con il suo stress, ma avevamo un obiettivo comune: diventare finisher!

Quindi teniamo tutti la calma e proseguiamo il viaggio, alle 3 del mattino si arriva arriva a Baradili, vento forte, freddo e stanchezza facevano da padroni ma al CP c’era aria di festa: il Team Graticola grigliava, dentro il CP tanti mylander che dormivano a terra nei loro sacchi a pelo, funghi per il riscaldamento, tanti dolcetti, docce calde e un’accoglienza favolosa. Piccola chiacchierata con l’organizzazione, però noi avevamo il camper ad accoglierci e alle 4 circa siamo riusciti a raggiungerlo, quindi piccola rinfrescata, pigiami e via lettone con la Doni che detta legge: sveglia alle 6! Ma sono le 4.30… Sveglia alle 6! E così fu: pochissimo riposo e alle 7 circa decidiamo di ripartire, destinazione Villa Verde, 43 km ancora.

Dolorante dalla sella, con uno zaino un po’ più leggero ho pedalato entusiasta, anche perché sul percorso eravamo davvero tanti! Altopiano della Giara con i suoi paesaggi mozzafiato e alle 12.09 il nostro arrivo a Villa Verde e qua si chiude il nostro viaggio e qua mi sento di dire a tutti coloro che amano la bike e l’avventura di fare questo viaggio. Nulla è impossibile e io, se guardo alle mie spalle, l’unica domanda che mi faccio è: perché non l’ho fatto prima?
Il lavoro più difficile – si sa – è collegare cuore e cervello e ascoltarsi, una volta presa questa consapevolezza tutto il resto è discesa. Nella vita si ha sempre la possibilità di scegliere e noi abbiamo scelto di diventare mylander.
Grazie Super Miky, Doni, Alessio e Andrea per questa avventura, la prima di una lunga serie.