a cura di Francesca Loi

Ciao Stefano, da Firenze arriverai in Sardegna per la tua prima MyLand MTB NON STOP, come ne hai scoperto l’esistenza?
Degli amici hanno pubblicato un post su facebook che mi ha incuriosito, da lì mi sono documentato e quindi mi sono iscritto. Ho visitato più volte la Sardegna, già nel 1995 in bici, percorrendo la costa orientale. Ho una predilezione per le isole, ho visitato in bici anche l’Elba, la Corsica, le Canarie e l’Irlanda.

Sono stati viaggi organizzati da te o è stato per la partecipazione a dei trail?
Viaggi organizzati da me, come anche in Slovenia, mentre con i trail ho potuto conoscere tanti altri territori, come nel 2016 in occasione del Tuscany Trail, un battesimo importante con pioggia e fango in abbondanza, e poi in occasione del Trail dei laghi laziali, del Volterra Trail, del South Tyrol Trail, del FVG Experience, del Marche Trail…

Cosa ti affascina di questi viaggi?
Viaggiare in bici per il mondo è il mio sogno. Con la bici puoi apprezzare tanti particolari con la giusta attenzione, puoi respirare profondamente l’aria di un luogo sentendoti immerso nel territorio. Il benessere psicofisico che hai con la bici non lo hai in altro modo. Dei trail mi affascina la scoperta di paesaggi nuovi, il percorrere tanti chilometri, la possibilità di fare conoscenza con tanti amici con la stessa passione. Aggiungerei anche la possibilità di perdere qualche chilo e mettermi in forma rapidamente.

Viaggi sempre in mountain bike o anche con altri tipi di bici?
Uso anche la bici da strada, ma preferisco la mountain bike perché mi offre la possibilità di godermi al meglio la natura, mi permette di sentire maggiormente l’emozione dell’esplorazione. La mia passione per la bici è nata quando avevo diciotto anni, per scommessa. Presi in prestito una mountain bike per raggiungere un laghetto collinare in mezzo al bosco sopra casa mia. L’obiettivo era arrivare senza mettere piede in terra. Non ci riuscii al primo tentativo, dovetti provarci più volte, ma scoprii l’ebbrezza che dà la fatica quando si raggiunge un obiettivo fino a poco prima lontano e inimmaginabile.

Quindi patente di ciclista appena maggiorenne?
Diciamo. Sono stato anche calciatore e triatleta. Però, superati i quarant’anni, mi sono detto basta agonismo, anche se allenarsi serve sempre. Con le gambe allenate si soffre meno, ma in ogni caso serve la testa, serve avere pazienza per aspettare che il fisico trovi il suo equilibrio e il suo ritmo. Per esempio io vado bene dopo il primo giorno, o comunque dal secondo giorno vado sempre meglio.

Come affronterai la 450 km di MyLand MTB NON STOP?
Con bagaglio ridotto all’essenziale e cercando di godermi tutto ciò che vedo, immergendomi nei colori e nei profumi di questa splendida terra. Pedalerò al mio ritmo, con l’obiettivo di chiudere il giro giusto in tempo per non perdere il traghetto per il mio ritorno nella Penisola.

Allora ci vediamo il 27 aprile…
Certo, io e la mia Trek Superfly front non vediamo l’ora di arrivare!