di Amos Cardia

MyLand MTB NON STOP consente a ciascun partecipante di organizzarsi come meglio preferisce, compreso il fatto di fermarsi prima del buio e riprendere con la luce il giorno dopo. Ma pedalare alcune ore al buio, se non tutta la notte, regala sempre belle emozioni che consigliamo di provare, che saranno tanto più appaganti quanto più saremo preparati per questa attività. Per la nostra sicurezza non dobbiamo soltanto vedere ma anche essere visti. Ci sono due modi per essere visti, entrambi obbligatori per la partecipazione a MyLand MTB NON STOP e per la partecipazione alla prova notturna del 16 marzo:
• indossare bretelle riflettenti o, se non le avete, anche il gilet riflettente obbligatorio nella dotazione di ogni macchina
• avere un faro posteriore.
Contro la pioggia e/o il terreno bagnato (gli schizzi possono fare peggio della pioggia), in seguito ai quali potrebbe entrare dell’acqua all’interno mandandolo in cortocircuito, vi consigliamo di proteggere il faro posteriore con un pezzo di cellophane ben sigillato, che non tolga luminosità né comprometta la funzionalità del tasto di accensione/spegnimento.

Per vedere consideriamo i fari a led, i più convenienti per il rapporto potenza/durata. L’offerta del mercato è immensa, tre oggetti con le stesse caratteristiche teoriche (stesso led e stesso sistema di alimentazione) potete trovarli uno nel discount online per 15 €, un altro nel vostro negozio di bici per 40 € e un altro ancora come top di gamma di una ditta tedesca per 300 €. Gli esempi che pubblico per ciascun tipo di faro sono puramente illustrativi, vedete un po’ voi cosa fa meglio al caso vostro.

Il faro alimentato da una batteria 18650
Una prima soluzione è il faro alimentato da una sola batteria al litio 18650. Fate esperimenti per capire quanto vi dura una batteria, poi partite con tante batterie di ricambio – tutte cariche! – magari anche con l’alimentatore, e illuminate tutte le notti che volete.


Il faro alimentato da due batterie 18650
Una seconda soluzione, nel caso vogliate una maggiore potenza, è il faro alimentato da due batterie 18650, contenute quasi sempre all’interno del faro stesso. Fate esperimenti per capire quanto vi dura una batteria, poi partite con tante batterie di ricambio – tutte cariche! – magari anche con l’alimentatore, e illuminate tutte le notti che volete.


Il faro alimentato da quattro batterie 18650
Una terza soluzione, nel caso vogliate ancora maggiore potenza, è il faro alimentato da quattro batterie 18650, contenute in un corpo unico sigillato più o meno bene (a seconda di quanto spendete). Per la mountain bike è questo il prodotto più diffuso, in una grandissima quantità di varianti, ma in pratica è sempre lo stesso, perché è il corpo batterie che conta, non certo la forma esteriore del faro. Il corpo batterie è un oggetto a parte rispetto al faro, collegato con un cavo elettrico e uno spinotto. Questo faro potete alimentarlo anche con un corpo composto al suo interno non da 4 ma da 8 batterie 18650 e questo farà in modo di avere maggiore durata. Anche in questo caso fate esperimenti per capire quanto vi dura un corpo batterie, poi partite con alcuni corpi batterie di ricambio – tutti carichi! – magari anche con l’alimentatore, e illuminate tutte le notti che volete.


Le batterie 18650
I tre casi sopra sono fari tutti alimentati con batterie al litio 18650. Come per qualunque formato di batteria ricaricabile, le batterie al litio 18650 non sono tutte uguali, il formato è lo stesso ma la qualità, cioè la durata effettiva, cambia molto in base alla marca e al prezzo.
Se comprate una batteria economica è molto probabile che duri poche ore e che, procedendo coi cicli di scarico/carica, si esaurisca presto (tiene ogni volta meno carica) e sia da buttare (negli appositi contenitori differenziati).
Se comprate una batteria più costosa è probabile che duri più ore e che, procedendo coi cicli di scarico/carica, non si esaurisca tanto presto (terrà a lungo una buona carica), quindi potrete continuare a usarla molto e non dovrete ricomprarne altre. Quindi già nel medio periodo starete risparmiando.
Poniamo che abbiate il faro alimentato dal corpo batterie da quattro 18650. Per avere più autonomia comprate un corpo batterie da otto, perché pensate che vi durerà il doppio delle ore. Bene, non è necessariamente così: se è scadente vi durerà meno di un corpo batterie da 4 di buona qualità (e vi state anche trasportando inutilmente un marzillone grande e pesante il doppio).
Come capire quale batteria 18650 è buona e quale no? Un modo può essere considerare il prezzo e la marca: Sony, Panasonic e Sanyo, se la batteria non è buona di solito non ci mettono la faccia, cioè il nome.
Attenzione anche agli ampere-ora, ossia alla quantità immagazzinabile di carica, espressa dalla sigla Ah (quasi sempre in millesimi: mAh). Un amperaggio alto – es. 9 Ah (9000 mAh) – è di per sé un’ottima quantità, ma se la batteria è scadente, mano a mano che si procede coi cicli di scarico/carica la batteria diventa esausta, ce ne starà sempre meno e magari, dopo appena cinque cicli, la capienza sarà già scesa ad appena 4 Ah.
Diversa sarà una batteria che dichiara più modestamente 6 Ah e magari costa anche di più. Bene, non essendo tanto spinta ed essendo di buona qualità, è molto probabile che quella capienza di carica rimanga tale a lungo e magari, dopo dieci cicli, la capienza sarà scesa appena a 5,5 Ah, quindi ne avrete comunque di più della batteria che in partenza vantava 9 Ah.
Con batterie scadenti (anche se magari vantavano ampere-ora stellari) quindi non solo avrete meno autonomia ma anche meno potenza perché, diversamente da una automobile, il cui motore rende sempre nello stesso modo fino all’ultima goccia di benzina, un faro fa meno luce mano a mano che la carica della sua stessa batteria diminuisce.
Attenzione che le batterie 18650 non vanno spremute al massimo prima di essere ricaricate, ma è consigliabile smettere di usarle non appena si arriva al 40% della carica. Per questo molti fari, affinché non ci si debba regolare soltanto con l’intensità calante della luce prodotta, hanno delle spie che avvertono appena è opportuno smettere di usare e ricaricare quella batteria.
È il principio opposto a quello delle batterie al nichel o al manganese (per esempio le batterie stilo ricaricabili), che invece hanno l’effetto memoria e quindi è meglio usarle al massimo finché il dispositivo, qualunque esso sia, proprio si spegne.

Lumen e lux
Dal momento in cui si è diffusa la tecnologia led si sono affermate nuove unità di misura dell’intensità della luce, come i lumen e i lux, che non sono sinonimi. Vale quanto già detto prima: i numeri grandi sono tutti belli, ma la vita è un’altra cosa e la dura realtà la fanno le batterie. Meglio meno lumen ma una batteria come si deve, che quindi li produrrà tutti, piuttosto che dei lumen in più (potenziali) che tanto non potranno essere prodotti perché la batteria fa schifo.

Il faro a led alimentato da quattro batterie stilo

Molto meno diffusi sono i fari a led alimentati da un quartetto di batterie stilo. Dal momento che le batterie stilo alimentano molto spesso anche il GPS e/o la macchina fotografica, alcuni li preferiscono per la comodità che deriva dal dover viaggiare con un solo tipo di batterie (e quindi con un solo alimentatore per la ricarica) e per la sicurezza che danno se ci si trovasse a secco, senza poter ricaricare le batterie, dal momento che per risolvere basta comprare delle batterie stilo usa e getta che si trovano ovunque. Per le dimensioni contenute e la potenza relativamente minore, è un tipo di faro che si usa sul casco, a integrare e completare la luce prodotta dal faro sul manubrio. Però ci sono ciclisti notturni che si fanno bastare anche soltanto questo faro da quattro stilo, perché evidentemente hanno occhi molto buoni e/o non hanno grandi pretese perché vanno piano.


Il faro a led alimentato da 3 batterie ministilo, o da 2 stilo, o da 1 stilo
È la classica lampada frontale per piccoli lavori, seppure mettessimo le migliori batterie del mondo sarebbe impossibile per una notturna in mountain bike fare affidamento soltanto su questa. Può essere comunque utile nel caso abbiamo soltanto il faro da manubrio e quindi ci serva una luce che segua il movimento della nostra testa quando dobbiamo fare qualche lavoro al buio con le mani impegnate, per esempio per una riparazione della stessa bici.

Il faro a led alimentato dal power bank
Sempre per una ragione pratica, quella di non dover viaggiare con tanti stock di batterie diverse (stilo, 18650, power bank per il telefono…) alcuni preferiscono viaggiare con uno stock di power bank, da usare, se servissero, per il telefono, per il gps, per la macchina fotografica e per il faro. Il voltaggio di uscita del power bank sono 5 v, quindi occorre un faro specifico per quel voltaggio, poco diffuso ma non impossibile da trovare.

Il faro a led con batteria interna
Come i telefoni, alcuni GPS e molte macchine fotografiche, esistono fari dotati di batteria interna, che quindi quando si scarica occorre mettere tutto il corpo faro a ricaricare collegato all’alimentatore. Per ovviare a questo problema, sono dotati di una presa alla quale poter collegare un corpo batteria supplementare, magari anche un comune power bank, ma in quest’ultimo caso informatevi bene prima sulla compatibilità tra i voltaggi.

Sul manubrio o sul casco?
Non è la stessa cosa. Ogni soluzione ha i suoi pro e suoi contro, così come certi fari sono più adatti al manubrio e altri al casco. Hanno funzioni diverse.
Un faro sul manubrio dà profondità, illumina lontano, ma segue fedelmente la bici, quindi non può anticipare le curve, per esempio in dei tornanti molto stretti di un single trek.
Un faro sul casco illumina attorno, dove guarda la nostra testa ci sarà luce, fosse pure in tutt’altra direzione rispetto alla bici in quel momento.
I fari adatti al manubrio sono evidentemente quelli pesanti, con un corpo batteria separato, mentre per il casco è meglio un faro leggero e compatto, in modo prima di tutto da non avere peso sulla testa (dopo alcune ore si sente) e in secondo luogo in modo da non avere corpi batteria separati (nello zaino o sulla bici) con spinotti da staccare a seconda di ciò che dobbiamo fare se ci fermiamo.
Chi vuole il massimo li usa entrambi contemporaneamente, magari accendendo quello sul casco soltanto quando serve. Spesso lo stesso faro può essere montato sia sul manubrio che su casco, grazie a una staffa per il casco che contiene un breve tratto cilindrico come fosse un pezzo di manubrio.

Tutto qui?
Certo che no, per quanto riguarda la fonte di energia esistono soluzioni cicloturistiche con dinamo al mozzo particolarmente prestanti, che compromettono poco o nulla la scorrevolezza, ma appunto si tratta di cicloturismo e non di mountain bike. Per quanto riguarda quest’ultima, tutti i temi trattati qui sono comunque poco rispetto all’esperienza sul campo che ciascuno/a di noi ha fatto e farà.