A cura di Rita Serra

Erwin e Francesca sono piuttosto conosciuti nel movimento italiano dei trail, anche chi non li ha mai visti ne ha almeno sentito parlare, se non altro perché animano uno dei più attivi gruppi fb di settore, Italian Mtb Trail. Ma anche per le loro imprese di coppia, tanto che un compagno di viaggio ha scritto in un resoconto: faccio un tratto insieme alla coppia perfetta, due che di trail ne fanno diversi. Hanno la stessa bici, lo stesso zaino e sono pure vestiti uguali: una squadra. Lenti ma inesorabili, seguire loro è come prendere il treno giusto che ti porta sicuramente a destinazione. Approfondiamo la loro conoscenza con quest’intervista.

Ciao Erwin e ciao Francesca, quando avete iniziato a percorrere lunghe distanze in bicicletta e quali quelle più significative?
Erwin: Entrambi abbiamo cominciato ad andare in bici una decina di anni fa, ci divertivamo a perderci con le mappe cartacee in mano. La partecipazione ai trail sulle lunghe distanze e con GPS risale al 2014, con il primo Tuscany Trail. Da allora è stato amore: abbiamo fatto l’Italy Divide, il 20K, Il Naturaid Marocco, il Naturaid Sardegna Impossible, tutti sopra i 700 km, e una miriade di altri trail più corti dai 200 ai 400 km. Dopo l’esperienza dello scorso anno al Naturaid Sardegna Impossible, quest’isola ci è rimasta nel cuore, in più l’ospitalità dei sardi è una cosa a cui non si rimane indifferenti. Quindi, quale occasione migliore della MyLand MTB NON STOP 450 km?

Affrontate queste avventure sempre in coppia?
Francesca: Si, siamo nati insieme come ciclisti e ormai siamo una coppia collaudata. Abbiamo ognuno i nostri ritmi, è vero, ma in cima a ogni salita c’è sempre Erwin che mi aspetta. Ci siamo plasmati l’uno all’altra, ci incoraggiamo l’un l’altra e probabilmente è questa la nostra forza.

Niente può essere lasciato al caso – avete dichiarato recentemente a proposito di lunghe percorrenze in bikepacking. Come vi preparate?
Francesca: Per le cose fatte bene e per non morire lungo i percorsi bisogna prepararsi. Non abbiamo un lungo passato da ciclisti quindi non possiamo contare su anni di allenamenti, ad esempio non abbiamo mai fatto bici da strada, dobbiamo dedicarci agli allenamenti ogni giorno cercando di incastrare il tutto con il lavoro. In inverno, quando l’ora di pranzo è l’unico momento libero, facciamo tre volte alla settimana allenamento funzionale a corpo libero e due volte alla settimana una sessione di allenamento specifico su Magneticday, più una uscita lunga la domenica. In estate eliminiamo la palestra e usciamo in bici o la mattina presto prima del lavoro o all’ora di pranzo, quando non diventa troppo caldo, nel fine settimana facciamo qualche trail o girovaghiamo senza meta.
Ormai sappiamo organizzarci molto bene per il cibo, per l’acqua, dosando le forze. Appena abbiamo la traccia la studiamo, vediamo dove sono i paesi, quanto distano e quanto dislivello c’è. Quando si è in crisi o si è particolarmente stanchi, sapere cosa ci aspetta a breve spesso fa la differenza tra finire un trail o abbandonarlo.

Partecipate anche a competizioni in mountain bike su distanze brevi?
Erwin: In passato abbiamo fatto qualche gara di cross country ma abbiamo abbandonato quasi subito. Ci siamo quindi messi alla prova sulle gare di endurance su circuito fino alle 24h e Francesca ha raggiunto qualche bel traguardo a livello italiano.

Quali sono le differenze tra queste gare e la vostra attuale passione dei trail?
Francesca: Non c’è storia… Non torneremo mai indietro. L’ansia della gara la lasciamo a chi ama quel genere di emozioni: andare a testa bassa senza guardare nemmeno cosa si ha intorno, girare ore e ore in circuiti dove al terzo giro si conoscono pure i sassi, doversi sempre guardare alle spalle perché arriva qualcuno più veloce di te e se non ti butti nel fosso per farlo passare ti impreca contro… I trail sono invece la dimensione in cui tutto è esattamente come si vuole, si possono plasmare a nostro piacimento, vissuti tutti d’un fiato o assaporati chilometro dopo chilometro. Si superano limiti irraggiungibili fino a pochi anni prima, ci fanno vivere le terre attraversate, conoscere persone e luoghi . Come coppia i trail hanno contribuito a cementare ancora di più un rapporto già solido.

Siete diventati anche ideatori e organizzatori di trail, in quest’ultimo ruolo cosa cercate di far vivere a chi partecipa?
Erwin: Vorremmo che chi pedala il nostro trail – il Trail dei Laghi Laziali – provi le nostre stesse emozioni, dato che ci divertiamo a scoprire luoghi nascosti o vedute mozzafiato e ancora oggi passando in certi punti ci viene un groppo in gola per ciò che proviamo. Vorremmo che si lasci l’ansia del vivere quotidiano per immergersi in una dimensione di fatica, ampiamente ripagata dalla soddisfazione di dire ce l’ho fatta!

Il Trail dei Laghi Laziali sostiene progetti di solidarietà…
Erwin: Lo è stato fin dalla prima edizione, quattro anni fa. Lo facciamo per passione e niente potrebbe ripagare il tempo e i soldi spesi. Abbiamo deciso di donare tutto il ricavato in progetti ogni anno diversi: siamo passati dal donare al canile comunale di Civitavecchia, a contribuire alla costruzione di un centro polivalente per bambini nel paese di Muccia distrutto dal terremoto, a donare attraverso il comune di Civitavecchia delle quote per accogliere nei centri estivi i bambini di famiglie con problemi economici. Quest’anno invece acquisteremo dei libri per il progetto di Mago Mantello, che saranno donati dall’omonima associazione ai bambini malati oncologici durante gli incontri negli ospedali.

L’ anno scorso vi siete confrontati con il Naturaid Impossible Sardegna, Francesca prima donna iscritta e prima donna ad averlo concluso, che emozioni avete provato?
Francesca: E’ stata una delle imprese più emozionanti mai fatte, un misto di paura e soddisfazione. Sapevamo che sarebbe stata dura e così è stato, sapevamo che avremo dovuto superare parecchi nostri limiti e così è stato, che sarebbe stato bellissimo e appagante finirlo e così è stato. Abbiamo conosciuto una Sardegna come non ci saremmo aspettati, lontana dal mare e dai vacanzieri, la Sardegna dei pastori e di tutti quelli che incontrandoti vogliono indicarti la strada più corta da fare, delle immense sugherete, dei boschi quasi alpini, delle pietraie infinite, la Sardegna dei mille colori e profumi, del Supramonte mozzafiato e degli infiniti paesini dove ci guardavano con curiosità. Ci sarà sicuramente un mare bellissimo, ma le emozioni che regala l’interno non sono minimamente paragonabili.

Oltre MyLand avete altri eventi segnati in calendario per il 2019?
Francesca: Ogni anno ci poniamo un grande obiettivo e quest’anno è il Navad1000, un trail di 1.000 km sulle Alpi svizzere a giugno. Poi altri più piccoli, dal Lazio Trail ai Sibillini, purtroppo le ferie sono poche. Se tutto va bene per il 2020 stiamo pensando all’Arizona Trail.

La vostra vita non sono soltanto i trail. Erwin, sei un cuoco e pasticciere e il tuo panettone ha ottenuto un ottimo risultato in un concorso internazionale…
Erwin: Con i grandi lievitati è stato subito amore e, anche se mi costa tanto in termini di studio e di impegno, la soddisfazione che si prova quando ti viene bene è indescrivibile. E’ come quando finisci un duro trail, hai fatto qualcosa di appagante. Poi chi ha mangiato un grande lievitato fatto con tutti i crismi sa benissimo di quale esplosione di gusto e sapori stiamo parlando.

Invece, Francesca, che ci dici di Prospettiva Editrice?
Ho questa piccola casa editrice da vent’anni. E’ un lavoro bellissimo anche se mi costringe a stare seduta davanti al pc per ore, ma il fine settimana tolgo il vestito dell’editore e metto quello decisamente più comodo della ciclista. E ogni volta non vedo l’ora di riempire le sacche da bikepacking, per esempio per la 450 km di MyLand MTB NON STOP!